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Francis Albert Sinatra, più comunemente noto come “Frank” Sinatra, nasce a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915. Gianluca Guidi, accompagnato da Claudio Colasazza al pianoforte, Dario Rosciglione al basso e Amedeo Ariano alla batteria, percorre un vero e proprio viaggio/tributo in onore del grande artista Americano. Autori come Cole Porter, George Gershwin, Richard Rodgers, Sammy Cahn che hanno contribuito a scrivere la storia della canzone Americana, sono destinati all’ immortalità grazie anche alla longeva e straordinaria carriera di Frank Sinatra, che ha accompagnato, con la sua musica, almeno quattro generazioni.
È la vigilia di Natale e Scrooge viene visitato dal fantasma del suo vecchio socio in affari, Jacob Marley, morto sette anni prima, il quale lo avverte della sua imminente fine. Scrooge è terrorizzato dalla notizia, ma Marley lo informa che ha ancora una speranza di salvarsi dalla dannazione eterna.
Egli dovrà ricevere la visita di tre Spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. Scrooge oppone una fioca resistenza che, di fronte al pericolo della dannazione eterna, si dissolve come neve al sole, preparandolo all’incontro più sconvolgente della sua vita.
La “più bella commedia di Carlo Goldoni” vede protagonista Miriam Mesturino, accreditata interprete goldoniana, nel ruolo di Mirandolina, serva e padrona al tempo stesso di una locanda fiorentina. Mirandolina è un’ottima locandiera; oggi la definiremmo una capace donna-manager. Intorno a lei personaggi spassosissimi: il Conte parvenu e spendaccione; il Marchese spocchioso visionario d’una antica ricchezza e d’una presente, inutile nobiltà; il Cavaliere misogino ma più di ogni altro ingenuo e Fabrizio, sinceramente innamorato.
Il Dio dell’acqua è il dio del tutto e noi in confronto valiamo meno di un fazzolettino di carta che si disfà nell’acqua salata del mare. Un naufrago galleggia sul pelo dell’acqua e ripercorre la sua vita. Ma non è la sua vita e basta. È la vita di tutti che si mescola con qualcosa di molto più antico e sconosciuto. Mentre galleggia una brezza leggera lo sospinge e lui cambia forma, muta, diventa vapore e vola in cielo per poi sprofondare negli abissi. Il cielo e il mare si toccano ed entrano in contatto e quando il viaggio finisce vorremo ripartire.
Nell’estate del ‘60 Boccaccini, all’epoca bambino, scopre che il papà Tarquinio conservava gelosamente, e ai suoi occhi misteriosamente, la foto di un giovane in uniforme nella sua patente di guida. Il piccolo ne chiede al padre la ragione e, dopo molte insistenze, riesce a farsi raccontare la storia del giovane carabiniere, Salvo D’Acquisto, della loro amicizia e del suo eroico sacrificio che, nel 1943, salvò la vita di Tarquinio e di altri 21 uomini innocenti. “…uno spettacolo che fa ridere fino alle lacrime…”
Storia apocalittica della memoria indifesa, vede il viaggiatore Melik ed il veterinario Oscar Rugyo, incontrarsi, forse casualmente, forse no, in uno scompartimento del treno che sta portando Melik in Ungheria, alla ricerca delle sue radici e di suo zio, fratello del padre recentemente scomparso. Un incontro surreale che porterà Melik ad apprendere da Oscar che la II Guerra mondiale non c'è mai stata.
Spettacolo di marcata comicità fisica e interpretato da due funambolici attori - rumoristi, -musicisti, -mimi, -trasformisti, -ciarlatani, racconta in un alone di comicità surreale di stralunati personaggi: piloti giapponesi, ragazze tenute prigioniere da un Dracula ridicolo, motociclisti fanatici e rompicollo. Come nella migliore tradizione della Commedia dell’Arte, ma con la rapidità dei ritmi moderni, gli attori utilizzano le più svariate tecniche teatrali per conquistare e stupire anche il pubblico più smaliziato.
La "grande menzogna" è il furto di verità che il paese ha subito sulla morte di Paolo Borsellino, ridotta ormai a un garbuglio di menzogne, finti testimoni, amnesie, sorrisi furbi, processi viziati, infiniti silenzi e sfacciate, sfacciatissime menzogne. Il testo non porta in scena la narrazione minuziosa del depistaggio, perché non vuole essere un'operazione di teatro pedagogico della memoria: è anzitutto un'invettiva. E protagonista ne è lui, Borsellino: raccontato non più – come cento volte si è fatto - nell'agonia e nella morte, ma nella condizione risolta di chi non c'è più.
"La verità. Dedicatemi la verità".
Una straordinaria celebrazione musicale che riporta il pubblico ai fasti degli anni ’70, l’epoca d’oro del rock. Un racconto musicale dal vivo, narrazioni teatrali e coreografie di danza contemporanea. Questo spettacolo è un tributo ai giganti del rock che hanno segnato un’epoca. La performance porterà sul palco tutta la magia di un’epoca indimenticabile.
Capolavoro del teatro rinascimentale italiano, la “Mandragola” è anche un amaro e disilluso ritratto di Firenze e dell'Italia del primo ‘500, abitata da uomini mossi dagli istinti più primordiali e privi di ogni determinazione morale o ideale. La mandragola è una pianta alla cui radice vengono attribuite caratteristiche afrodisiache e fecondative. Ossessionato dal desiderio di paternità, lo sciocco messer Nicia si affida al sedicente medico Callimaco che, innamorato della bella moglie di Nicia, gli promette di guarirne la sterilità con una pozione di mandragola dalla letale (quanto falsa) controindicazione: il primo che farà l'amore con Lucrezia morirà
entro 8 giorni.
In un piccolo paese del sud del Mediterraneo, su un’isola vulcanica circondata dal mare, abita Medea. Madre, straniera e strega, la sua presenza è temuta dagli abitanti e dal sovrano, Creonte. Dopo essere stata tradita e abbandonata dal marito Giasone, Medea scopre che egli si appresta a sposare la figlia del re. Temendo le possibili conseguenze della sua rabbia, Creonte la condanna all’esilio insieme ai suoi figli. Intrappolata in una società dominata da tradizioni patriarcali, colpita dalla disperazione e dall’indifferenza di Giasone, Medea medita una tremenda vendetta: uccidere la giovane sposa con l’inganno.
Una commedia di inganni, avidità e ironia travolgente, capace di regalare risate a raffica e di coinvolgere il pubblico in un intreccio irresistibile. Questo nuovo adattamento, liberamente ispirato alla trasposizione che il grande drammaturgo americano Larry Gelbart fece nel 1976, sposta la vicenda in una città qualsiasi nella prima metà del '900 e la trasforma in un vero e proprio vaudeville, ricco di situazioni apertamente comiche e battute in serie. Un fuoco di fila di invenzioni che conducono a sviluppi nuovi ed imprevedibili.
COSTI:
ClitunnoCard 10 ingressi liberi:
(al max 3 per spettacolo)
GOLD | intero - € 130
SILVER | ridotto - € 100
(sotto 26 e sopra 65 anni)
ClitunnoCard 5 ingressi liberi:
(al max 3 per spettacolo)
MINI | intero - € 75
SMALL | ridotto - € 60
(sotto 26 e sopra 65 anni)
BIGLIETTI:
Intero - € 18
Ridotto - € 15
(sotto 26 e sopra 65 anni)
Ridotto under 18 - € 1
INFO E PRENOTAZIONI:
dal lunedì al venerdì, ore 10.00- 13.00/15.00-18.00
Tel. 375.624.58.08
Ritiro biglietti prenotati presso il botteghino del teatro, il giorno dello spettacolo, dalle ore 19 entro le ore 20.45.
Per ulteriori informazioni:
Tel. 0742.381.768
(lunedì-venerdì, dalle 15 alle 19)
info@teatroclitunnotrevi.it
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